mercoledì 21 febbraio 2024

Il gioco del suggeritore

 


Mila Vasquez si è lasciata alle spalle la carriera da poliziotta chiudendo definitivamente con quella vita per trasferirsi in un luogo isolato e vivere in pace per poter crescere la figlia Alice, che ormai ha dieci anni. Purtroppo i suoi vecchi capi hanno altri piani e la contattano per avere una consulenza per scoprire l'identità di Enigma, soprannominato così dalla stampa per i numeri tatuati su letteralmente ogni parte del corpo, arrestato dopo la strage di una famiglia che si rifiuta di parlare. La rivelazione che l'uomo ha tatuato addosso anche il suo nome la spinge ad accettare e dedicare dodici ore al caso, tornata in città rivede il vecchio amico Simon Berish, ormai a capo del Limbo, risentito per il fatto che abbia deciso di tornare, seppur per poco, cedendo ai giochi politici dei loro capi che intendono usarla come capro espiatorio in caso di fallimento. Mila riesce a strappare alcune informazioni ad Enigma, capendo anche l'impiego dei numeri tatuati, ma scaduto il tempo che aveva concesso all'indagine riparte verso casa ma si ritroverà intrappolata nella rete tessuta dal killer attorno a lei.

Al centro della storia è il rapporto di Mila con la figlia, molto problematico sia per la mancanza di empatia della protagonista, da cui la bambina non fa eccezione, ed il timore che l'oscurità dentro di lei ed il padre possa aver in qualche modo contaminato Alice che fin da piccola manifesta comportamenti che preoccupano la protagonista. Questa è la parte più avvincente del libro in cui si approfondisce il personaggio di Mila nel suo tentativo di essere una madre e dare alla figlia qualcosa che forse non è in grado sia per la sua incapacità di provare empatia sia un po' per paura di aprirsi, ne è un esempio che Alice la chiama raramente “mamma” ed in più di un'occasione Mila esterna la sua perplessità su aver avuto una figlia, cosa che credo ogni genitore, anche il più amorevole, si sia domandato almeno una volta nella vita. Solo che lei lo fa con una schiettezza che colpisce in faccia il lettore.

Una cosa che non mi è molto piaciuta è Due, chiamato anche Altrove è un gioco openworld realizzato alla fine del XX secolo per analizzare il comportamento umano in una perfetta, per l'epoca, riproduzione dell'intero pianeta a cui si accede inserendo le coordinate geografiche del luogo d'accesso e che, scopriamo, diventa un ritrovo di persone borderline che sfogano le peggiori pulsioni aumentando l'intensità dell'esperienza con una droga sintetica. Per quanto sia vero che in rete, soprattutto nei social, l'anonimato rende una persona normale libera di sfogare tutta la propria frustrazione ed aggressività certa che non ne pagherà le conseguenze, basta vedere i commenti a qualsiasi notizia di cronaca in cui ci sarà sempre chi patteggerà per il criminale pensando addirittura di emularlo, ma per come è descritta nel romanzo sembra la classica chiosa de “i videogiochi fanno diventare violenti” degli anni '90 e primi 2000. Ovviamente ritengo che tutta questa cattiveria mista a bullismo che si trova online sia un problema serio ma qui viene trattato con molta, anzi troppa leggerezza in cui sembra bastare un giro su Altrove per diventare, se non un assassino, almeno un criminale liquidando uno spunto molto interessante con troppa facilità. Forse è per questo che è stato il libro di Carrisi che mi è piaciuto di meno di quelli che letto finora, ammetto però che visto il titolo e i precedenti romanzi dedicati alla protagonista mi aspettavo qualcosa di molto diverso. Ma è una lettura da fare visto che comporta un'evoluzione del personaggio di Mila con spunti estremamente interessanti sul suo futuro per altri libri successivi.

mercoledì 7 febbraio 2024

Eroi, mutanti, mostri & meraviglie

 


La storia della Marvel è molto lunga e nel corso dei decenni ha accompagnato milioni di lettori, soprattutto ragazzini, con storie e personaggi che s'intrecciavano in un vero e proprio mondo che nel corso degli anni si è ingrandito. Il critico musicale e letterario Douglas Wolk definisce quell'Universo come una montagna percorsa da sentieri e cunicoli in superfice e soprattutto in profondità, per percorrerli attraverso gli anni '60, ed anche un po' prima, fino ad oggi (circa) si è letto più di ventisettemila albi a fumetti. Lo scrivo in numero per rendere meglio l'idea: 27000. E non sono nemmeno tutti, l'autore ha scartato dalla sua selezione adattamenti cinematografici, serie biografiche e fumetti su licenza, tipo Conan, realizzando uno spaccato attraverso i decenni di successi, flop, idee geniali, idee pessime, riscritture, sperimentazioni, rilanci ottimi e meno buoni. Ovviamente non parla di TUTTA l'epopea Marvel, altrimenti sarebbe servita una quantità di volumi pari alla Treccani, si limita a quelli che ritiene più interessanti scusandosi con il lettore per aver lasciato fuori il “suo fumetto preferito”. Senza essere preso dalla nostalgia da una visione delle storie usando un modo molto colloquiale e per niente pesante, anzi in alcuni casi sembra di dialogare con un vecchio amico che ti racconta dei fumetti che gli sono piaciuti e che si confronta con te su quelli che avete letto. Wolk precisa che si tratti di un appassionato di vecchia data oppure un semplice fruitore occasionale per un lettore la cosa fondamentale è divertirsi, e che non esista un punto di partenza ideale per iniziare a seguire una testata, anzi la sensazione di spaesamento può spingere alla scoperta di sentieri ancora sconosciuti di quella montagna. Ed io mi trovo decisamente d'accordo con lui.

Pur elogiando alcuni fumetti ne evidenzia i difetti soprattutto se è passato molto tempo dalla prima pubblicazione come per esempio lo stile usato da Chris Claremont sugli X-Men, sono un grande fan della sua lunga gestione dei mutanti ma riconosco che era molto prolisso e se oggi fanno uno strano effetto a qualcuno che ci è cresciuto posso immaginare come reagirebbe un ragazzo a cui, magari, sono stati consigliati come fondamentali magari senza avere una buona conoscenza di personaggi e contesto in cui furono realizzati. Ovviamente non mancano serie interessanti ed innovative odierne, come la Ms Marvel di Kamala Khan, che paragona a Spider-Man per la costruzione del personaggio ed il suo impatto, e quella dedicata a Squirrel Girl, in cui il personaggio non era più una macchietta di cui si rideva ma pur mantenendo un tono comico ed allegro risultava molto innovativo al punto che l'autore rivela di essersi commosso leggendo l'ultimo numero.

Approfondisce in capitoli dedicati alcuni argomenti e periodi della Casa delle Idee, ovviamente uno è dedicato alla collaborazione fra Stan Lee con Jack Kirby e Steve Ditko ma ce ne sono anche su periodi precedenti all'uscita di “Fantastic Four 1” e su come gli autori trattarono la guerra del Vietnam nelle storie.

Con questo saggio Wolk ha vinto, per la seconda volta, il premio Eisner per la saggistica.

mercoledì 31 gennaio 2024

Il club dei delitti del giovedì

 


In una tranquilla comunità di pensionati della campagna inglese della contea del Kent quattro arzilli vecchietti si ritrovano ogni giovedì non per giocare a carte o altri passatempi che si associano normalmente alla pensione, guidati dall'inarrestabile Elizabeth l'ex-sidacalista Ron, il terapeuta appassionato di liste ed algoritmi Ibrahim e l'ex-infermiera Joyce, l'ultima aggiunta al gruppo, studiano vecchi casi irrisolti della polizia per scovarne i colpevoli. Quando il socio del proprietario della tenuta viene assassinato nella sua casa i quattro decidono d'indagare più spinti dall'eccitazione dell'evento che per un senso di giustizia, grazie alla loro tenacia ed intelligenza riescono a procedere nelle indagini ma anche per il fatto che vengono sottovalutati o visti come non “pericolosi” a causa dell'età e dell'aspetto. E soprattutto grazie alla grinta di Elizabeth, di cui abbiamo solo qualche accenno del suo lavoro senza che venga mai rivelato esplicitamente, che con le sue conoscenze e sotterfugi riesce ad entrare in possesso di informazioni ed alleanze con la polizia per ottenere informazioni confidenziali che, altrimenti, come civili non otterrebbero.

Ogni capitolo è dal punto di vista di un personaggio diverso a cui si alternano pagine del diario privato di Joyce, che a differenza degli altri è in prima persona e con alcune digressioni e piccole divagazioni sulla sua vita passata e quella che vive nella comunità con rapporti fra gli altri residenti e la figlia.

Il linguaggio è semplice e nonostante le descrizioni dettagliate non risulta mai pesante e i capitoli brevi danno alla narrazione un ritmo molto veloce, i vecchietti hanno un modo di parlare non conforme alle espressioni odierne, anche se questa può essere considerata una sorta di gag o caratterizzazione. Pur mantenendo una narrazione ed un tono abbastanza leggero non mancano momenti toccanti come il fatto che il marito di Elizabeth stia ormai cedendo alla vecchiaia e lei, più per egoismo e tenerlo vicino a se, lo cura per conto proprio tenendolo principalmente sedato. Oppure Elizabeth che per tenere sotto controllo la propria memoria ogni giorno risponde a una domanda che si appunta su un'agenda due settimane prima, in modo da sapere prima di chiunque altro se la memoria inizia a non funzionare più.

L'autore Richard Osman è un comico e presentatore televisivo, pubblicato nel 2019 in Inghilterra “Il club degli omicidi del giovedì” è stato il suo debutto come scrittore.

mercoledì 24 gennaio 2024

La donna dei fiori di carta

 


Pubblicato nel 2012 è il terzo romanzo in ordine di pubblicazione di Donato Carrisi, ambientato nel 1916 durante la Prima Guerra Mondiale è un noir che si rivela essere legato anche alla storia del naufragio del Titanic.

Di stanza sul monte Fumo, sul confine fra Italia ed Austria, il dottor Jacob Roumann è ormai stanco di vedere morire giovani soldati senza riuscire a fare niente se non curarli per poi rimandarli a morire al fronte. Rassegnato e disgustato dalla guerra riceve l'ordine dall'arrogante maggiore, a capo della trincea dopo la cattura del tenente colonnello, d'interrogare un prigioniero italiano che si suppone possa essere un ufficiale ed utile per uno scambio di prigionieri, l'uomo non vuole parlare e siccome il medico conosce l'italiano e non ha l'aspetto di un soldato il maggiore lo sceglie per l'interrogatorio promettendogli riconoscimenti ed encomi. Roumann decide di accettare solo per per avere l'opportunità di poter salvare una vita, per farlo ha tempo fino all'alba quando verrà fucilato con altri prigionieri.

Il medico offre al prigioniero del caffè e da fumare e questi dimostra di aprirsi con lui proponendogli di rivelargli la sua identità alla fine di una storia, fra i due si instaura un rapporto di solidarietà che matura velocemente in amicizia, o qualcosa di molto simile e forse più profondo.

Roumann tramite il racconto dello sconosciuto rimette in discussione tutti gli aspetti della sua vita fino a quel momento, i rapporti fra soldati che, in quella situazione, in realtà invece che cementarsi diventano più rancorosi fra di loro e soprattutto verso se stesso e la donna che ama.

Tutto questo grazie al potere delle storie, non importa che sia vera oppure no finché è avvincente e cattura l'attenzione di chi ascolta. E al fumo. Infatti il dottore attira l'attenzione del prigioniero invogliandolo alla conversazione con il tabacco ed i due consumeranno molte sigarette, il fumare viene quasi elevato ad un'arte oltre che un piacere proibito, un rituale che inizia dall'accensione del fiammifero, che deve essere di uno specifico legno ed avere la capocchia di fosforo bianco per l'odore, piuttosto che un vizio, quindi se siete totalmente contrari al fumo forse il libro non fa per voi.

mercoledì 17 gennaio 2024

Alien - Un perfetto organismo

 


Dall'uscita del primo film di Ridley Scott nel 1979 il franchise di “Alien” ha conquistato milioni di appassionati, nel corso degli anni gli sono stati dedicati libri, fumetti e videogiochi che aggiungevano tasselli a quell'universo narrativo che però spesso si contraddicevano fra di loro. Privi di una linea guida da seguire gli autori aggiungevano dettagli ed eventi liberamente, come per esempio l'origine di una Regina spiegata nel videogioco “Alien Vs Predator”, che però finivano per cozzare con quanto raccontato da altre parti, soprattutto con i film che uscivano successivamente.

Francesco Tedeschi, scrittore e fumettista che ha all'attivo altri testi di saggistica su argomenti nerd, realizza una sorta di guida per destreggiarsi in quello che definisce lo Xenouniverse fra continuity ufficiale, stabilita tramite quello narrato nei sei film che compongono la saga, e le espansioni degli altri media che ne rientrano anche parzialmente.

L'ho trovata una lettura molto interessante sia per i fan più ferrati che quelli meno preparati, l'autore divide il saggio in varie parti, in una analizza le varie tipologie di xenomorfi apparse nel canone ufficiale, o parzialmente apocrifo, in un'altra le teorie che nei film non sono state approfondite lasciando alcune cose all'interpretazione dei fan. Ad esempio alcuni comportamenti dell'alieno che si scatena a bordo della Nostromo nel primo capitolo della saga che non hanno una spiegazione evidente nel film, oppure che invece d'impiantare il parassita nel corpo dell'ospite il facehugger lo crei direttamente utilizzandone i tessuti.

Tedeschi stila una cronologia canonica che comprende anche altri media che non sono stati dichiarati apocrifi, almeno per ora, ed analizza alcune simbologie, la più evidente è quella sessuale, vista la caratterizzazione data da H.G. Giger, e si sofferma sul significato del termine “xeno” che risulta più stratificato di quanto si può immaginare.

mercoledì 13 dicembre 2023

Doctor Newtron - La scienza nel fumetto

 


Può suonare strano da dire ma scienza e supereroi sono sempre andati a braccetto, basti pensare alle origini di alcuni di loro legate ad incidenti in laboratorio o esperimenti andati per il verso sbagliato. Dario Bressanini è un divulgatore scientifico con all'attivo diverse pubblicazioni ed anche grande appassionato del genere e realizza questo interessantissimo saggio in cui ne analizza il legame attraverso i decenni. Per farlo si serve di Doctor Newtron, eroe creato assieme al disegnatore Luca Bertelè con il potere di alterare i neutroni degli atomi come fosse un personaggio nato negli anni '40, immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, e sopravvissuto fino ad oggi nonostante varie vicissitudini editoriali. Ogni storia del volume rappresenta un periodo diverso utilizzando un linguaggio ed una narrazione dell'anno a cui è ispirata, compresa una in stile horror tipica degli anni '50, omaggiando alcuni dei disegnatori famosi del tempo e tante citazioni dedicate al mondo dei fumetti. Non mancano citazioni ad eventi scientifici e ricercatori, il nostro eroe era nello staff del Progetto Manhattan ed è amico e collaboratore di Enrico Fermi.

Ad intervallare le singole storie ci sono degli approfondimenti sugli eventi scientifici rivelanti in quel periodo, come i progressi negli studi sul vaccino per la polio, sui fumetti, gli autori ed eventi che gli hanno ispirati comprese notizie dedicate alla fittizia storia editoriale del Doc. E' in questi spazi che Bressanini racconta di come gli scienziati siano passati dall'essere dipinti come geni distratti o pazzi con manie di grandezza al diventare loro stessi supereroi, basti pensare ad Hank Pym, Reed Richards e soprattutto a Barry Allen, il secondo Flash.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale ed i risultati del team di scienziati del Progetto Manhattan la visione della società verso gli scienziati era cambiata e questa cosa si era riflessa nei fumetti, se prima la scienza non era un punto fondamentale delle storie arrivò a rivestire un ruolo importantissimo nelle loro avventure con spiegazioni corrette, per quanto stringate, di quei principi.

Le avventure del Flash della Silver Age ne sono l'esempio più plateale, le conoscenze scientifiche di Barry gli permettevano di affrontare nemici basati su qualche principio scientifico, ma ampi spazi ad esperimenti e spiegazioni erano dedicati anche in altre testate e rubriche. Queste davano ai fumetti una funzione didattica per mettere a tacere le associazioni di genitori che negli anni precedenti si erano sollevati contro i comics fomentatati da Fredric Wertham, nonostante articoli di scienziati più qualificati che ne confutavano le idee e i dati da lui riportati ma che non ebbero la giusta risonanza dai media.

Dalla Golden Age fino ai giorni nostri si ripercorre la storia di supereroi e scienza vedendo non solo come questa abbia influenzato in modo sempre più importante il genere ma anche il contrario, lo stesso Bressanini rivela che la sua passione per la scienza è nata dall'ammirazione per Reed Richcards ed anche altri colleghi e colleghe hanno avuto il suo stesso percorso.

mercoledì 6 dicembre 2023

Il viaggio di Shuna

 


Nel corso della sua carriera il Maestro Hayao Miyazaki si è dedicato anche al fumetto, questo volume è uno delle sue poche opere in questo settore, pubblicato nel 1983 sarebbe più corretto definirlo un racconto illustrato visto che la narrazione avviene prevalentemente in forma testuale ed i baloon sono molto sporadici.

Shuna

Shuna è il giovane principe di un'isolata tribù di una terra fredda ed inospitale, il clima rigido fa morire gran parte delle coltivazioni e la popolazione soffre per il clima e la denutrizione. Un giorno soccorre un vecchio viaggiatore in punto di morte che gli rivela di essere alla ricerca dei semi di piante più robuste in grado di crescere anche in climi rigidi, gli affida quelli secchi che porta con se prima di spirare ed il ragazzo decide di partire alla ricerca di questi semi per dare alla sua gente una vita migliore.

Miyazaki ci trasporta in un tempo lontano, che sia un passato remoto oppure un futuro altrettanto distante, in un mondo vasto e pericoloso con bellissimi disegni ad acquerello che sottolineano ed estremizzano le sensazioni ed emozioni del protagonista e dei lettori. Certi aspetti sono tipici della narrazione del Maestro e ricorreranno soprattutto in Nausicaä dal punto di vista grafico come l'abbigliamento ed anche alcuni dei personaggi, ad esempio “il vecchio” mercante ed altri personaggi secondari li ritroveremo li ritroveremo nei lavori di 

Thea

animazione dell'autore e Thea, ragazza incontrata da Shuna, è estremamente somigliante a Nausicaä e Shuna stesso somiglia ad Asbel, il ragazzo che accompagnerà la principessa nella sua avventura. A spiccare è un altro aspetto tipico della narrazione di Miyazaki e cioè il confronto fra l'uomo e la natura, un confronto che sulla lunga durata vedrà sempre vittoriosa quest'ultima nonostante i tentativi di sottometterla che però danneggiano inevitabilmente anche l'umanità e se osserviamo i fatti di questi anni non ha torto.

La Bao ha pubblicato il fumetto in un volume cartonato a colori nel 2023.