Dato il titolo si può pensare che sia una parodia del romanzo di Tolkien, per quanto l'influenza sia evidente questa storia del 1995 di Giorgio Pezzin e Franco Valussi si riferisce al fantasy in generale, alle leggende ed anche un po' alle fiabe.
Dato il titolo si può pensare che sia una parodia del romanzo di Tolkien, per quanto l'influenza sia evidente questa storia del 1995 di Giorgio Pezzin e Franco Valussi si riferisce al fantasy in generale, alle leggende ed anche un po' alle fiabe.
Come ho già detto negli articoli dedicati ai volumi di Batman, Superman e Joker queste iniziative mi piacciono molto, permettono non solo di vedere nuove interpretazioni di un personaggio ma anche di scoprire autori e il loro lavoro. A parte un paio di storie molto sottotono, quelle americana e finlandese, è stata una lettura piacevole anche se mi trasmettevano l'idea che ai team creativi sia stata data poca libertà e l'istruzione di rispettare elementi che richiamino al film, come la presenza di un Krypto decisamente vivace. Non c'è niente di male in questo, in fondo è un volume celebrativo.
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| Dalla storia di Krztoń e Nie |
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| La Kara di Rocío Zucchi |
Non manca una rappresentanza italiana formata dalla musicista e scrittrice Francesca Michielin, che firma il soggetto, insieme alla scrittrice Irene Marchesini, autrice che ha pubblicato con Bao, e la disegnatrice Federica Croci, attiva principalmente all'estero.
Si può pensare che quello del fumettista sia un mestiere tranquillo e sedentario con scadenze pressanti da rispettare, chi potrebbe immaginare che un fumettista in giro per convention cercando accordi con editor e case editrici sia una spia? Può sembrare un'idea per un fumetto comico invece Brian Micheal Bendis e David Mack realizzano una spy story con protagonista il fumettista Max Field, reclutato dall'enigmatica Julia che si definisce la sua più grande fan. Max si lascerà trasportare dagli eventi
venendo coinvolto in un'operazione di cui non ha nessuna informazione a parte le istruzioni che riceve da Julia, ne lui ne noi lettori abbiamo idea di quanto ci sia di vero in quello che gli racconta la donna. Nel corso della storia il fumettista si domanda cosa stia facendo e continua la sua vita fra lavoro, amici e fiere, Mack alterna, per raccontare gli stati d'animo del protagonista e per sottolineare elementi della storia, vari stili di disegno, per scene estratte da “L'odissea della spada Ninja” , il fumetto che ha reso famoso Max che parla proprio di missioni compiute di nascosto, viene usato uno stile pittorico mentre quelle in cui appare l'autore paradossalmente sono molto stilizzate al contrario di Julia, più definita come a sottolineare l'appartenenza ad un mondo diverso da quello dell'autore e più simile a quello del fumetto. Ce ne sono altri con cui mostra il lavoro di altri fumettisti, colleghi e amici, e questo conferisce al fumetto un'atmosfera molto particolare durante la lettura per cui varrebbe anche da sola l'acquisto del volume.La storia di Bendis è introspettiva con più di un livello di lettura mostrando una dose minima di azione, in parallelo parla anche del lavoro del fumettista, spesso neanche visto come tale diverse considerazioni fanno da contorno alla storia fra conversazioni in cui si parla di autori, di fiere e riconoscimenti con dialoghi a tratti frizzanti ed ironici ad altri malinconici con citazioni ad autori famosi più o meno espliciti fra cui, ovviamente, Jack Kirby.
“Cover” è stato pubblicato in un volume unico cartonato dalla Mirage Comics, come racconta nell'introduzione lo stesso Mack è basato su alcune esperienze personali durante il suo lavoro con il Dipartimento di Stato come ambasciatore culturale.
Nella sua carriera Leo Ortolani ha raccontato storie drammatiche con una buona dose di black humor che invece di alleggerire le scene le rendevano ancora più d'impatto, con “TAPUM” raggiunge un livello ancora più alto al punto che lo ritengo il suo capolavoro sia da un punto di vista di storia che da quello grafico, con uno stile molto dettagliato e ricco di sfumature di grigio. L'autore racconta la battaglia del monte Ortigara, combattuta fra il 10 e il 29 giugno del 1917, attraverso gli occhi del giovane tenente Mariani appena arrivato al fronte assegnato alla compagnia Fusar degli alpini e del capitano della compagnia Dolon.
Mostra in modo crudo, violento e straziante le morti senza senso di questi ragazzi in nome della patria, mandati al macello da ufficiali con il culo bene al caldo e molto lontano dal fronte convinti che conquistare il monte Ortigara sia fondamentale per la guerra quando però hanno lasciato alle truppe austro-ungariche il tempo di piazzare la propria artiglieria rendendo i soldati facili bersagli. Seguendo i protagonisti Ortolani ci mostra le giornate degli alpini, rassegnati e tristi si trascinano fra una carica e l'altra, il capitano Dolon cerca di affrontare stress e paura come può provando a formare un coro.Mariani ha continue conversazioni con la morte che si complimenta con lui, quasi canzonandolo, per la bravura e la dedizione con cui gli
L'autore inserisce qualche gag ma non hanno nessun effetto smorzante sulla drammaticità, hanno un ruolo satirico molto stratificato e il tono si può riassumere nell'introduzione della storia in cui descrive come veniva elargita la croce al Merito di Guerra e come, oggi, venisse venduta per 20 euro su ebay.
Nel volume è presente un articolo di
Ortolani che racconta come è nato il fumetto, delle ricerche fatte
per realizzarlo e il significato del titolo.
Ho sempre sentito parlare molto bene della qualità del lavoro di Ram V ma non mi ero ancora procurato niente fino a quando in libreria mi è capitato fra le mani questo volume che raccoglie la miniserie di cinque numeri, realizzata insieme all'illustratore Evan Cagle ed originariamente pubblicato dalla Dark
Questo è il secondo romanzo dedicato a Kyoshi, essendo il seguito diretto di “L'ascesa di Kyoshi” è fondamentale averlo letto sebbene anche in questo caso non è necessaria una conoscenza profonda delle serie animate.
Come lascia intendere il titolo in
questo volumetto sono raccolte le parodie ispirate al lavoro di Oscar
Wilde, celebre scrittore e drammaturgo del periodo vittoriano.
In “Il fantasma di Canterville”
invece di un politico ad acquistare il castello infestato è un ricco
papero