Nella sua carriera Leo Ortolani ha raccontato storie drammatiche con una buona dose di black humor che invece di alleggerire le scene le rendevano ancora più d'impatto, con “TAPUM” raggiunge un livello ancora più alto al punto che lo ritengo il suo capolavoro sia da un punto di vista di storia che da quello grafico, con uno stile molto dettagliato e ricco di sfumature di grigio. L'autore racconta la battaglia del monte Ortigara, combattuta fra il 10 e il 29 giugno del 1917, attraverso gli occhi del giovane tenente Mariani appena arrivato al fronte assegnato alla compagnia Fusar degli alpini e del capitano della compagnia Dolon.
Mostra in modo crudo, violento e straziante le morti senza senso di questi ragazzi in nome della patria, mandati al macello da ufficiali con il culo bene al caldo e molto lontano dal fronte convinti che conquistare il monte Ortigara sia fondamentale per la guerra quando però hanno lasciato alle truppe austro-ungariche il tempo di piazzare la propria artiglieria rendendo i soldati facili bersagli. Seguendo i protagonisti Ortolani ci mostra le giornate degli alpini, rassegnati e tristi si trascinano fra una carica e l'altra, il capitano Dolon cerca di affrontare stress e paura come può provando a formare un coro.Mariani ha continue conversazioni con la morte che si complimenta con lui, quasi canzonandolo, per la bravura e la dedizione con cui gli
esseri umani continuano ad uccidersi e visioni della Madre Patria che cammina sul campo di battaglia nutrendosi dei cadaveri dei giovani soldati.
L'autore inserisce qualche gag ma non hanno nessun effetto smorzante sulla drammaticità, hanno un ruolo satirico molto stratificato e il tono si può riassumere nell'introduzione della storia in cui descrive come veniva elargita la croce al Merito di Guerra e come, oggi, venisse venduta per 20 euro su ebay.
Nel volume è presente un articolo di
Ortolani che racconta come è nato il fumetto, delle ricerche fatte
per realizzarlo e il significato del titolo.


