Finalmente viene ripubblicata in Italia la saga Elseworld “Generazioni” di John Byrne, da quando la Play Press li editò quasi venti anni fa nessun altro editore della DC l'ha più riproposta fino ad oggi e l'omnibus della Panini raccoglie non solo le prime due miniserie, “Generazioni” e “Generazioni 2” ma anche la fin'ora inedita “Generazioni 3”.
La particolarità della storia è mostrare Superman e Batman, il simbolo dei supereroi, soggetti al normale scorrere del tempo con tutto ciò che comporta, i due eroi s'incontrano per la prima volta nel
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Superman e Bruce Wayne nel 1939 |
In “Generazioni 2” il salto temporale è meno schematico e procede di undici anni alla volta, differentemente alla miniserie precedente viene dato ampio spazio anche ad altri eroi come Wonder Woman, Lanterna Verde, Flash ed Hawkman e anche loro invecchiando passeranno il ruolo ai propri eredi, i sidekick o i figli. Saranno proprio Supergirl, Robin (Bruce Junior), Kid Flash (Wally West) e Wonder Girl (la figlia di Wonder Woman) a fondare nel 1964 la Lega della Giustizia d'America, scegliendo questo nome sia per staccarsi dalla Società della Giustizia che per usarlo anche una volta adulti.
Gli eventi di queste prime due miniserie si intrecciano formando un'unica storia, il passaggio temporale conferisce al fumetto un’atmosfera di familiarità e si ha più che mai l’impressione che quel mondo coi suoi personaggi sia reale, ne condividiamo le emozioni gioendo per le nascite ed i matrimoni e soffrendo durante gli eventi più tragici. Purtroppo nei capitoli finali questa cosa si perde, i personaggi tornano ad essere supereroi a scapito della componente umana ed in questo modo si perde la familiarità instaurata nella lettura.
Questo è il grande difetto di “Generazioni 3”, la miniserie è legata solo marginalmente con le altre due
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Passato, presente e futuro a confronto |
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La nascita della Justice League of America |
Imposta ogni capitolo per riprendere stili grafici e narrativi dell’epoca dove è ambientato, anche se questa cosa è molto più evidente nella prima miniserie. Per fare qualche esempio nel 1939 Batman ha il costume del suo debutto su Detective Comics e Superman ha un fisico molto più asciutto rispetto quello cui siamo abituati a vederlo e come nella prima incarnazione di Siegel/Shuster non vola ma salta, nel 1959 gli eroi sono alle prese con una storia demenziale tipica di quei tempi in cui affrontano i due folletti Mr. Mxyzptlk e Bat-Mito e nel 1989 lo stile è caratterizzato dall'oscurità tipica di quel decennio. L’autore per sua stessa ammissione resta fedele anche alle discrepanze di continuità, in un flashback entra in azione Superboy che vola tranquillamente perché quando debuttò poteva usare ogni potere che la sua controparte adulta aveva sviluppato nel corso del tempo dando alla saga anche un'impronta metanarrativa. In “Generazioni 3”, vista la sua particolare impostazione narrativa, questo purtroppo viene completamente perso.
Byrne prese spunto per “Generazioni” dal crossover Marvel/DC che realizzò negli anni '90, Capitan America e Batman uniscono le loro forze per affrontare i nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale e nel finale Cap viene ritrovato e svegliato dall'ibernazione dopo due decenni proprio da Dick Grayson e Bruce Junior.
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