Si può pensare che quello del fumettista sia un mestiere tranquillo e sedentario con scadenze pressanti da rispettare, chi potrebbe immaginare che un fumettista in giro per convention cercando accordi con editor e case editrici sia una spia? Può sembrare un'idea per un fumetto comico invece Brian Micheal Bendis e David Mack realizzano una spy story con protagonista il fumettista Max Field, reclutato dall'enigmatica Julia che si definisce la sua più grande fan. Max si lascerà trasportare dagli eventi
venendo coinvolto in un'operazione di cui non ha nessuna informazione a parte le istruzioni che riceve da Julia, ne lui ne noi lettori abbiamo idea di quanto ci sia di vero in quello che gli racconta la donna. Nel corso della storia il fumettista si domanda cosa stia facendo e continua la sua vita fra lavoro, amici e fiere, Mack alterna, per raccontare gli stati d'animo del protagonista e per sottolineare elementi della storia, vari stili di disegno, per scene estratte da “L'odissea della spada Ninja” , il fumetto che ha reso famoso Max che parla proprio di missioni compiute di nascosto, viene usato uno stile pittorico mentre quelle in cui appare l'autore paradossalmente sono molto stilizzate al contrario di Julia, più definita come a sottolineare l'appartenenza ad un mondo diverso da quello dell'autore e più simile a quello del fumetto. Ce ne sono altri con cui mostra il lavoro di altri fumettisti, colleghi e amici, e questo conferisce al fumetto un'atmosfera molto particolare durante la lettura per cui varrebbe anche da sola l'acquisto del volume.La storia di Bendis è introspettiva con più di un livello di lettura mostrando una dose minima di azione, in parallelo parla anche del lavoro del fumettista, spesso neanche visto come tale diverse considerazioni fanno da contorno alla storia fra conversazioni in cui si parla di autori, di fiere e riconoscimenti con dialoghi a tratti frizzanti ed ironici ad altri malinconici con citazioni ad autori famosi più o meno espliciti fra cui, ovviamente, Jack Kirby.
“Cover” è stato pubblicato in un volume unico cartonato dalla Mirage Comics, come racconta nell'introduzione lo stesso Mack è basato su alcune esperienze personali durante il suo lavoro con il Dipartimento di Stato come ambasciatore culturale.




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