Come lascia intendere il titolo in
questo volumetto sono raccolte le parodie ispirate al lavoro di Oscar
Wilde, celebre scrittore e drammaturgo del periodo vittoriano.
In “Il fantasma di Canterville”
invece di un politico ad acquistare il castello infestato è un ricco
papero
“L'importanza di chiamarsi Paperernesto” è ispirata alla commedia teatrale scritta da Wilde a fine '800 “L'importanza di chiamarsi Ernesto” ed anche in questo caso troviamo come protagonisti i membri della
famiglia dei paperi, presentati nella prima pagina sul palco di un teatro con tanto di pubblico. Il protagonista è sempre Paperino, indebitato fino al collo per sfuggire ai creditori si rifugia spesso a Londra, per non far preoccupare la nonna, che vive in una fattoria in campagna con la sua giovane cugina Cecilietta, le dice che è ospite del suo caro amico Paperernesto ma in realtà è solo il nome che usa lui stesso in città. Come nella commedia originale il nome è il centro di tutti gli eventi, Paperino è innamorato di Paperolina, impersonata da Paperina, che ne ricambia i sentimenti perché ispirata dalla sicurezza che le da il nome Paperernesto esattamente come Cecilietta che s'innamora per gli stessi motivi di Agenore, amico londinese di Paperino e che crede essere proprio Paperernesto. La storia viene un po' semplificata rispetto all'originale e privata dell'aspetto parodistico legato alla società inglese del tempo, gli autori si concentrano sull'aspetto comico creando una storia molto divertente e piacevole. A chiudere la raccolta è “Il ritratto di Zio Paperone” e dal titolo si capisce subito che è ispirato al celebre “Il ritratto di Dorian Grey”, in questo caso però non la considererei una parodia. Per esserlo i personaggi devono essere messi in quella ambientazione con un cambiamento del nome, questa invece è ambientata ai giorni nostri con unico riferimento nel nome del pittore che realizza il ritratto di Paperone, che si chiama Grey. Qui abbiamo un Paperone estremamente incattivito con il mondo, i lettori più attempati ricorderanno sicuramente questo aspetto estremamente negativo del personaggio in alcune vecchie storie, al punto che litiga con tutti i parenti ed anche il fedele Battista lo abbandona. Vedendo il ritratto che assume fattezze crudeli si spaventa e decide di rimediare ai suoi errori, ovviamente i toni non potevano essere come nel romanzo ma così assomiglia più ad una storia di redenzione che si può associare al Natale piuttosto che al classico di Wilde.



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