mercoledì 13 maggio 2020

I giocatori di Titano


Prima recensione di un libro di fantascienza. E non c'è miglior modo di cominciare che parlarvi di Phillip K. Dick facendolo con quella che viene definita un'opera “minore” anche dall'autore, pubblicato nel 1963, anno successivo a “La svastica sul sole”, e per quanto ritenuto in poco conto questo romanzo breve racchiude tutta la sua dialettica unita ad un tema originale.

Dopo una guerra fra Stati Uniti e Cina la razza umana è ormai ridotta all'orlo dell'estinzione a causa di una bomba della Cina che ha reso sterile la maggior parte della popolazione mondiale, in aiuto del pianeta arrivano da Titano i vug, alieni dall'aspetto simile a delle grandi amebe con poteri PSI che collaborano con i terrestri sovrintendendo a livello amministrativo le varie comunità. Nonostante gli umani trovino il modo di allungare la vita tramite un intervento chirurgico ad un secolo dalla guerra poco è cambiato, la popolazione mondiale si aggira intorno ad un milione di persone e sono divisi in due categorie: i Vincolati ed i non-vincolati. I primi sono i più ricchi che detengono la proprietà di intere aree urbane, dalle più piccole come cittadine di periferia alle più grandi come New York, i secondi vivono in questi luoghi ormai semi deserti e mantenuti in ordine da intelligenze artificiali. In questo mondo si può immaginare come le morti e le nascite siano eventi d'importanza nazionale, un continente enorme come gli Stati Uniti è ormai poco differente da un piccola città dova praticamente tutti si conoscono e voci e notizie si diffondono a gran velocità.
I vug introducono per i Vincolati un gioco di cui sono grandi appassionati chiamato Bluff, divisi in gruppi il gioco ha l'importanza sociale fondamentale di far ruotare soldi, atti di proprietà dei Vincoli e soprattutto coppie in modo che alcune di loro possano avere la tanto agoniata “fortuna”. E cioè una gravidanza che porta alla coppia di giocatori vincite e benefici.
La storia si apre con Peter Garden, protagonista principale, che ha appena toccato il suo punto più basso di sfortuna perdendo la moglie e il suo vincolo più importante, a casa ubriaco ed amareggiato per la perdita e per non aver mai avuto “fortuna” nonostante sia stato sposato con tutte le donne del gruppo affiorano le sue tendenze autodistruttive e suicide. Ad aggravare il problema nel gruppo di gioco entra “Lucky” Luckman che ha acquisito la proprietà persa da Peter, considerato il più grande giocatore di Bluff del pianeta e già proprietario dei Vincoli della costa est vuole allargare il suo regno anche su quella ovest. Riuscito ad ottenere una nuova moglie per la quale non sente una grande affinità la sua situazione si complica per la simpatia che prova per Patricia McClaine, una non-vincolata madre di ben tre figli (e per questo famosa in tutto il mondo), e per la figlia diciannovenne di lei Mary Ann. La donna è una Psi con abilità telepatiche e per questo anni prima fu espulsa dal gioco, assolutamente proibite da regolamento, sebbene dal carattere acido e sprezzante riconosce una certa simpatia verso il suo Vincolato ed accetta d'incontrarlo per un caffè nonostante entrambi siano sposati. Pete non ricorderà niente di quell'appuntamento per un totale vuoto di memoria di ben sei ore ed una volta tornato a casa scoprirà che Luckman è stato assassinato, la morte di un uomo così importante smuove non solo le autorità terrestri ma anche quelle dei vug. L'essere il principale sospettato accrescerà lo stress emotivo di Peter che continuerà ad abusare di alcool e farmaci, alimentando le sue tendenze suicide.
Se avete mai letto i romanzi o i racconti di Dick saprete che in essi riversava le sue paure e questo, complice anche la brevità del romanzo, trasuda di paranoie. Le si notano subito dalle tendenze autodistruttive del protagonista, alimentata da alcolici e farmaci la sua semi perenne depressione lo porta ad uno stato confusionale ed allucinatorio in cui sente di non potersi più fidare della realtà. E noi lettori con lui. Non manca nemmeno la cospirazione, tema ricorrente nella sua scrittura che qui raggiunge un intreccio narrativo che si evolve assieme alla percezione della realtà di cui ne il protagonista ne noi lettori ci possiamo fidare. I poteri PSI accentuano questa sensazione con telepatia e preveggenza che sembrano annullare ogni possibilità di privacy e libero arbitrio, per toccare un livello estremo della psicocinesi che potrebbe benissimo aver ispirato scene di “Akira”.
Interessante la caratterizzazione del Bluff, chiara citazione al Monopoli giocato con soldi veri e rappresenta un'allegoria sia del gioco compulsivo sia di come le classi più alte siano troppo impegnate a badare ai propri affari, ad accumulare possedimenti e beni per per occuparsi di ciò che accade introno a loro.
Quindi, viste queste premesse, la definizione di “minore” è certamente ingiusta. Forse non al livello dei suoi romanzi o racconti più famosi ma di sicuro non meno interessante e forse anche più efficace in alcuni punti.

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